AREA QUADRI nella Pubblica Amministrazione


Genitorialità riconosciuta alla Confedir-Dirstat

­ (Università CA' FOSCARI di Venezia)***


Le numerose pubblicazioni in materia di vicedirigenza, diffuse da varie sigle sindacali autonome, che ne hanno assunto abusivamente*** la paternità, hanno spesso generato confusione tra i destinatari della qualifica vicedirigenziale.


Vi invitiamo, in proposito, a leggere il documento, sopra linkato, così come depositato all’Università di Venezia che riconosce con puntualità e profondità di particolari il nostro percorso ed il nostro lavoro accompagnato da un’ampia bibliografia di autori e studiosi che si sono cimentati in materia.


I vicedirigenti si aspettavano e si aspettano, legittimamente, un riconoscimento alle loro acquisite professionalità, non adeguatamente valorizzate dalle pubbliche amministrazioni. I contratti nazionali ed integrativi hanno contribuito, nel tempo, ad appiattire le funzioni ed il ruolo dei funzionari doc.


Percorriamo ora, velocemente, con obiettività e trasparenza, l’attività svolta dalla Confedir-Dirstat, sintetizzando le fasi salienti dell’area quadri.


Un brevissimo excursus:


Il lavoro svolto per l’istituzione dell’Area Quadri, già attraverso l’iniziativa di una petizione presentata al Parlamento Europeo nel 2000, è poi succesivamente sfociata con l’emanazione dalla legge 145 del 2002 (patrocinata dall’on.le Frattini) di riordino della dirigenza statale e l’introduzione della vicedirigenza (art.17 bis ad integrazione del D.lgs. 165/01).


Il 7 luglio 2004 venne presentato (dal delegato Dirstat, dott. Angelo Paone), alla commissione paritetica dell’ARAN, un documento funzionale all’istituzione della vicedirigenza.


La proposta sulla nuova Organizzazione del Lavoro per processi venne redatto e strutturato, in sinergia con la Facoltà di Ingegneria Gestionale di Tor Vergata in Roma, al fine di fornire un contributo tecnico neutrale.


Nella legge Finanziaria del 2006 il Ministro della Funzione Pubblica, on.le Baccini, stanziò delle risorse economiche (sei milioni) per l’istituzione della Vicedirigenza.


Al tavolo dell’ARAN , nel 2007, venne proposto l’atto d’indirizzo che era stato preparato dall’ex Ministro Baccini per avviare i lavori propedeutici all’istituzione della vicedirigenza.


La caduta del governo, di cui il Ministro della F.P. Baccini faceva parte, fu l’occasione per C.G.I.L.-C.I.S.L.-U.I.L. di non dare esecuzione alla direttiva.

La lettura dell’atto d’indirizzo all’ARAN, da parte del Presidente dell’agenzia, infatti, non venne neppure presa in esame; con grande soddisfazione dei sindacati generalisti che hanno da sempre osteggiato, con tutti i mezzi, l’istituzione della nuova area professionale.


Risparmiamo, per non tediare i lettori, tutte le vicende che hanno caratterizzato la nostra attività (emendamenti alla legge istitutiva della vicedirigenza, ricorsi avverso la mancata attuazione della legge con esiti talvolta favorevoli da parte di alcuni Tribunali del lavoro, etc. etc.) sino a giungere, ahinoi, all’abrogazione della vicedirigenza, per mano del governo Monti, nel 2012.



Ciò, tuttavia, non ha interrotto il nostro lavoro perché ci siamo battuti e continueremo a batterci contro un’ingiustizia perpretata nei confronti delle elevate professionalità del pubblico impiego.


Ricordiamo a tutti che nel settore privato esiste, già dal 1980, l’area quadri.


L’esclusione, dai rinnovi contrattuali della P.A., delle risorse umane di elevata professionalità è palesemente incostituzionale laddove, nel 1993, i dipendenti pubblici furono “privatizzati”.

Perché non sono stati mutuati, dai contratti privatistici, tutte le normative che afferiscono l’area quadri?

Viene meno la parità tra dipendenti pubblici e privati che il D.lgs. 29 del 1993* si proponeva, equiparando la contrattazione dei due settori. Il concetto di uniformità tra lavoro pubblico e privato viene confermato e recepito all’art.1 del D.lgs. 165/01** ancora in vigore.


L’area quadri non è soltanto un obiettivo ma una necessità per migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’amministrazione pubblica. Esattamente come avviene per le aziende private che attingono a piene mani dall’Area quadri per selezionare i Dirigenti, al loro interno, valorizzando le risorse umane a disposizione. Soltanto in casi estremi, quando le aziende non hanno figure professionali interne inadeguate per la promozione a Dirigente, i datori di lavoro si rivolgono al mercato esterno (mediante inserzioni sui quotidiani).


La logica di mercato che ispira il comportamento di reclutamento e selezione delle elevate professionalità per incrementare la produttività e l’efficienza nel settore privato deve tradursi in un metodo analogo per il settore pubblico con i necessari adattamenti che le contrattualistiche private e pubbliche impongono.


Più in generale il legislatore si preoccupa di mettere sullo stesso piano il lavoro privato ed il lavoro pubblico conformandosi ad un principio di sostanziale similitudine tra dipendenti pubblici e privati dando loro pari opportunità di carriera.


Tutto ciò, ancora oggi, di fatto non ha trovato attuazione lasciando al lavoro privato tutte le norme di miglior favore (redditi più elevati, aumenti di merito annuali, quattordicesima mensilità e un’area quadri di reclutamento per l’accesso alla dirigenza; tanto per citarne alcune). Lo scenario prefigura una discriminazione tra i due settori lavorativi ancor più grave se pensiamo alla totale assenza di possibilità di carriera che un’area intermedia avrebbe recato al dipendente pubblico analogamente al dipendente pubblico.


Non restiamo appesi alla sentenza della Corte Costituzionale per vedere se la vicedirigenza riemergerà oppure resterà affossata: prescindendo dall’esito della Consulta metteremo in campo numerose iniziative per l’attuazione dell’area quadri e/o vicedirigenza al fine di vedere affermati i nostri diritti alla carriera professionale, al pari dei nostri colleghi del settore privato.


Vi aggiorniamo sui nostri lavori e sulle iniziative che intendiamo intraprendere.



Il responsabile Confederale dell’Area Quadri della P.A.

(Angelo Paone)






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*DECRETO LEGISLATIVO 3 febbraio 1993, n. 29

Razionalizzazione della organizzazione delle Amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421. (GU n.30 del 6-2-1993 - Suppl. Ordinario n. 14 )

Art. 1.

Finalita' ed ambito di applicazione

c) integrare gradualmente la disciplina del lavoro pubblico con quella del lavoro privato.

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**DECRETO LEGISLATIVO 30 marzo 2001, n. 165

Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche. (GU n.106 del 9-5-2001 - Suppl. Ordinario n. 112 )

note: Entrata in vigore del decreto: 24-5-2001


Testo in vigore dal: 27-2-2011


Art. 1

Finalita' ed ambito di applicazione

(Art. 1 del d.lgs. n. 29 del 1993, come modificato

dall'art. 1 del d.lgs. n. 80 del 1998)


c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la formazione e lo sviluppo professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato, garantendo pari opportunita' alle lavoratrici ed ai lavoratori nonche' l'assenza di qualunque forma di discriminazione e di violenza morale o psichica.



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ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06618

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 17 Seduta di annuncio: 319 del 28/10/2014


Firmatari

Primo firmatario: DI MAIO LUIGI Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE Data firma: 28/10/2014

Destinatari

Ministero destinatario:

MINISTERO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


Attuale delegato a rispondere: MINISTERO PER LA SEMPLIFICAZIONE E LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE delegato in data 28/10/2014

Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06618

presentato da

DI MAIO Luigi

testo di


Martedì 28 ottobre 2014, seduta n. 319


LUIGI DI MAIO. — Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che: l'articolo 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001 ha introdotto nell'ordinamento amministrativo la vicedirigenza nella pubblica amministrazione istituendo una apposita area separata della vicedirigenza stessa nella quale è ricompreso il personale laureato appartenente alle posizioni C2 e C3 che abbia maturato cinque anni di anzianità in dette posizioni o nelle corrispondenti qualifiche VIII e IX del precedente ordinamento; il predetto articolo è stato ripreso nel decreto attuativo alla legge delega n. 15 del 2009 relativa al pubblico impiego pertanto l'articolo 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001 è rimasto invariato; con la riforma della dirigenza-attuata dalla legge 15 luglio 2002 n. 145 si introduce l'area separata della vicedirigenza che modifica sostanzialmente la struttura del pubblico impiego che, prima della introduzione di detta area, vedeva i dipendenti pubblici suddivisi nei due blocchi contrapposti di dirigenti e degli altri dipendenti in unico sistema di contrattazione collettiva; l'introduzione del termine «separata» per l'area della vicedirigenza rappresenta la volontà del legislatore di non ricomprendere questi dipendenti nel contratto di comparto bensì in una contrattazione specifica in considerazione di una categoria intermedia tra quella dirigenziale e quella impiegatizia; la ratio della norma consiste nella impossibilità di definire il rapporto di lavoro con gli stessi strumenti utilizzati dal contratto di comparto in quanto il personale direttivo espleta compiti più vicini a quelli dei dirigenti piuttosto che a quelli degli impiegati; la figura del vicedirigente, indispensabile in una organizzazione efficiente ed efficace, dovrebbe in altre parole rappresentare l'area dei quadri direttivi della pubblica amministrazione; tuttavia, a dispetto della legittima aspettativa degli aventi diritto, la pubblica amministrazione ha sempre ignorato quanto previsto dalla legge, nonostante sentenze favorevoli, preferendo non parlare più di vicedirigenza. Fu tanto grave la penalizzazione scaturitane che gli interessati si videro costretti ad adire il contenzioso amministrativo culminato con la sentenza del TAR Lazio 10 maggio 2007 n. 4266 recante l'ordine ad attuare il dettato legislativo. Ciò non fu sufficiente, tant’è che si rese necessario un nuovo intervento del giudice amministrativo che, con sentenza n. 4391 del 16 maggio 2012 del TAR del Lazio, nominò un commissario ad actaper dare pieno adempimento alla sentenza n. 4266 del 10 maggio 2007; successivamente, il giudizio di ottemperanza fu bloccato da un intervento legislativo: il comma 13 dell'articolo 5 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, così come convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, ha soppresso la vicedirigenza, di fatto caducando l'articolo 17-bis del decreto legislativo n. 165 del 2001 e vanificando quindi gli effetti del terzo comma dell'articolo della legge n. 145 del 2002; tuttavia, il contenzioso è proseguito fino a che il 16 aprile 2014 il Consiglio di Stato ha emesso l'ordinanza n. 4211/2013 con la quale ha sollevato questione di legittimità costituzionale dinnanzi alla Corte costituzionale dell'articolo 5, comma 13, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che ha disposto l'abrogazione dell'articolo 17-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che aveva previsto l'istituzione previa contrattazione collettiva della vicedirigenza; in detta ordinanza, il Consiglio di Stato massimo organo della giurisdizione amministrativa ha fatto uso di parole così forti nei confronti di una simile metodica politica ormai divenuta prassi corrente, ma che, nel caso di specie, aveva un unico obiettivo: impedire la effettiva ottemperanza ad una sentenza passata in giudicato –: se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto illustrato in premessa e se non ritenga per motivi di opportunità amministrativa e politica di promuovere, una modifica normativa nel senso auspicato prima che si pronunci la Corte costituzionale. (4-06618)


LA DIRSTAT ANTESIGNANA DELLA ISTITUZIONE DELL'AREA DELLA VICEDIRIGENZA CONTINUA LA GRANDE BATTAGLIA INIZIATA CON L'AUDIZIONE A BRUXELLES NEL LONTANO ANNO 2000.